Masi Campofiorin

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Riconoscimenti

Diversi autori ed esperti di vino di fama mondiale hanno raccontato il successo del Campofiorin, dal ’64 a oggi. Ti suggeriamo qualche estratto di testo, buona lettura!

Un poema di sensazioni

“C’è un vino chiamato Campofiorin che è una cosa meravigliosa. Sull’etichetta c’è una frase latina che gli sta a pennello: Nectar Angelorum Hominibus.
Nettare degli angeli per gli uomini. La bottiglia è bella, per cominciare (…) Ma non si sospetta nulla fino a quando non si è aperta la bottiglia da cui emana subito un profumo intenso e amaro di bacca, di ciliegia marasca, di sambuco.
Il sapore poi, sostenuto dai suoi tredici gradi e la sua sostanza appena liquorosa, ma non nel senso dello zucchero, bensì della densità, del tono, del timbro, come si dice di una voce. Campofiorin aggiunge qualcosa alla nostra vita, come un bellissimo libro, come un verso di Omero, come il peso di un grappolo d’uva nella mano, come un intero ananas mangiato in quei climi caldi e umidi che sono il Sud Est asiatico. Campofiorin ha una propria vita organica che comunica ai nostri sensi qualche cosa che non dimenticheremo mai più.”

Goffredo Parise, Corriere della Sera, “Vecchia Italia degli odori buoni”, febbraio 1985

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La cantina di Campofiorin

Un vino vivo

“Il Campofiorin è vino vivo che si evolve e perfino supera le intenzioni dei suoi custodi. Si decifra, come altri grandi vini, attraverso le emozioni. (…) È una unità di misura in sé, una storia che parte dall’Italia dell’altro ieri e racchiude una formula fatta di intuizioni, classicità, nuova tecnica. Una formula che piace dal 1964, fino al punto di conquistare decine di Paesi. È diventato un punto di riferimento per chi cerca freschezza unita a complessità.”

Luciano Ferraro, caporedattore del Corriere della Sera, ottobre 2014

Raffinato come l’amarone

“Masi Campofiorin (…) se c’è un vino che può chiamarsi mini-amarone è solo questo.”

Bengt-Goran Kronstam, Dagens Nyheter, Svezia, gennaio 2012

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L’entusiasmo di Veronelli

“I veronesi? Li amo! A chi giura sul mio ‘odio’ per i vini veronesi – ho un bello scrivere: ma no, ‘odio’ se mai chi ha fatto scempio dei vini veronesi – dico: vieni a vedere come-quanto bevo nella cantina Masi in Marano e ti ricredi. Qui i Boscaini, proprietari, hanno selezionato i cru: Torbe, frazione di Negrar, per l’Amarone; Mezz’anella, campo in comune di Negrar, per il Recioto; Campofiorin, vigna petrosa in riva al Progno, torrente, in frazione Valgatara. Bevo, mi entusiasmo, e ribevo, sorpreso a ogni assaggio per la ‘decadente’ magnificenza all’occhio, al naso, al palato dell’Amarone di Torbe, per la polputa ricchezza del Recioto amabile di Mezzanella, per la costituita autorevolezza del rosso di Campofiorin. Perdio, si vinificasse sempre in selezione, la fama di questi vini correrebbe il mondo.”

Luigi Veronelli, “Il buon vino”, Panorama, ottobre 1972

Una tecnica ingegnosa

“Un’attenta selezione e tecniche ingegnose hanno reso Masi una pietra miliare per i vini di Verona.”

Hugh Johnson, “Wine Companion”, 1984

appassimento
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Una stupenda complessità

“Masi ha fatto rivivere l’antica pratica di rifermentare il Valpolicella con le vinacce dell’Amarone per creare un vino da tavola di taglia e complessità stupende, il Campofiorin, prototipo per un nuovo stile di rosso Veronese.”

Burton Anderson, Decanter

Un vino di classe

“Campofiorin è un vino che ha classe da vendere. Le migliori annate hanno un grande potenziale di invecchiamento.”

Nicolas Belfrage MW, “Life beyond Lambrusco”, 1985

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angelo

Nectar angelorum hominibus

“Non c’è definizione migliore di quella stampata sull’etichetta del Campofiorin: Nectar Angelorum Hominibus, nettare degli angeli per gli uomini.”

Sheldon & Pauline Wasserman, “Italy’s noble red wines”, 1985